Deviazioni inaccettabili

Non preoccupatevi, non c’è niente di correlato a… sfumature di grigio 😉

Sì cari miei, sono scossa, fortemente, credevo di aver superato il trauma di quest’estate, ma no…. l’incubo è tornato più forte che mai.

Mio figlio Gabriele, 3 anni, con quello che ha fatto stasera lo ha fatto riemergere dal subconscio.

Come si può accettare una deviazione così inumana… come???

Metti che la vita ti riserva di, che so, cambiare continente, ti armi del tuo bagaglio personale di cultura, degli usi e costumi del tuo paese e sei pronta a mettere tutto in discussione, proprio perché, in quello che diventerà il tuo nuovo paese, sai già che le cose potrebbero essere diverse.

Parti anche consapevole che determinate cose si fanno in un modo e solo in quello.

Tu nasci, cresci e ti viene insegnato per esempio ad andare in bicicletta e per te è così che funziona il mondo, è così che si va in bicicletta, del resto quale altro modo potrebbe e esserci?!

Però qui nasce una domanda: cosa succede se, anche predisposta al cambiamento, diventi testimone di qualcosa di umanamente inaccettabile?

Lo so che vi starete chiedendo se la situazione nella quale io e la mia famiglia ci siamo trovati sia stata pericolosa, se abbia avuto un epilogo triste o semplicemente è meglio che non continuiate a leggere… ma state tranquilli e siate coraggiosi, proseguite nella lettura 🙂

Prima mi corre l’obbligo di raccontare una vicenda accaduta quest’estate che ci avrebbe dovuto far capire a cosa saremmo potuti andare incontro.

Siamo seduti al ristorante tutti tirati a lucido e l’attenzione casca sul tavolo accanto al nostro, è vuoto, ma lo rimane per poco perché vi arriva un bel ragazzo che con il suo passaggio lascerà una scia di delizioso dopobarba.

Ci chiediamo se aspetti qualcuno, se sarà una serata a lume di candela, se è sposato e che tipo di macchina abbia!

I pensieri corrono mentre il cameriere gli porge il piatto davanti che contiene… una pizza!!!

Lo so, lo so, v’è caduta la bocca anche a voi, chi mai avrebbe pensato che in un ristorante sciccoso sarebbe arrivata una pizza?!

Sono concentrata ed attenta, cos’aspetta il ragazzo, cosa deve accadere, cosa è che mi stupirà… MA COSA DIAVOLO STA FACENDO???

Ma che davero davero (leggere in romanaccio)???

Mi sento mancare, vedo gli uccellini tutt’intorno, ho un senso di nausea, non può essere vero, non credo ai miei occhi…

Adesso devo tornare alla serata in questione dove mio figlio ha riportato l’antefatto appena narrato alla mia memoria.

Siamo seduti tutti e quattro in pizzeria, felici di mangiarci una pizza.

Le pizze arrivano fumanti e deliziose, anche la vista vuole la sua parte, l’acquolina scende dal lato della bocca e comincio ad azionare le mascelle (che sono già molto ben allenate) come se avessi il boccone già tra le fauci.

Il cameriere porge il piatto ai bimbi e poi a noi, mi preparo a tagliare la baby-pizza all’ometto di casa e dalla sua innocente bocca, con la sua vocina angelica esce la seguente frase:

“I want ketchup on my pizza, mamma please!”

… di nuovo… come quel ragazzo quest’estate, l’avevo rimosso ma mi sento mancare, vedo gli uccellini tutt’intorno, ho un senso di nausea, non può essere vero, non credo alle mie orecchie…

Vota NO al ketchup in pizzeria!

Still alive!

Still alive!

[cit. dal film d’animazione più divertente dell’ultimo periodo: The Croods]

La suocera esce dalla caverna urlando “…still aliiiive” ed il genero-mastodontico-cavernicolo cambia subito espressione e postura  e passa da pura speranza a pura delusione 🙂

Non è che per tutti questi mesi mi sia data alla tv, a guardarla, mi sono presa una pausa, ho tante novità avventurose da raccontarvi… pronti?

VIA!

I’m back

EvAngela