Grandi novita’!

Oggi è il 27 maggio 2012, non lo scrivo perchè è San Paganino, in Italia, ma perchè da oggi comincio a scrivere il mio diario.

Se qualcuno ancora non lo sapesse, sono Eva (Angela Belli), lo avevo gia’ iniziato quasi 2 anni fa quando ero venuta x la prima volta qui a Seattle.
Adesso che ci vivo da quasi 3 settimane posso raccontarvi tante di quelle cose… comincerei con l’11 febbraio 2012… era un venerdi’ notte, ore 23.45, sono oramai addormentata e dall’oltretomba sento una voce lontana che pero’ si avvicina, sempre piu’ vicina, ammazza quant’è vicina, ma chi diavolo e’???
Caspita, è Raffa che mi chiama, è accanto a me nel lettone, cosa vuole, non vede che dormo, lo sa che il mio sonno e’ sacro, cosa vuole, forse sta male?!?
Apro un occhio, e’ li che trema, cavolo, sta male, aspetta, mi sveglio: SONO SVEGLIA.
“Raffa cos’hai?” non riesce a parlare, ha in mano lo smartphone e mi mostra una mail e mi dice: “ANDIAMO IN AMERICA!”
silenzio assoluto, lui cerca di respirare ed io di non svenire.
Blatero qualche parola sconfusionata beh non mi dilungo nei dettagli, ma dal quel momento in poi la nostra vita sarebbe cambiata.

Cominciano quasi 3 mesi di marce forzate, di giri, di mail, di telefonate, di informazioni, di domande, di fogli, di firme tutto questo per spostare le nostre vite dall’altra parte del mondo.

Non mi dilungo neanche in questo, vi lascio immaginare cosa sia significato, in tanti lo avete anche vissuto insieme a noi.

Partirei con una foto emblematica, quella cha abbiamo scattato il 7 maggio 2012, giorno prima della partenza, la nostra casa a Tribiano tutta completamente infilata dentro a 230 scatoloni di tutte le dimensioni, vi lascio costruire in mente la situazione della casa e di noi, oramai ridotti a dei cadaveri ambulanti che cercano di non dimenticarsi nulla e di realizzare cosa acccadra’ il giorno successivo.
Siamo all’aeroporto, stavolta faccio la figa e vado in farmacia a comprarmi le pasticche x il mar d’aereo (l’altra volta a momenti non mi facevano entrare in USA: ero verde) e con mio stupore devo scegliere solo tra 2 possibilita’:

1. travelgum, e’ una cicca (gomma da masticare in Milanese) molto blanda

2. blablabla e’ una bomba che addormenterebbe chiunque

Secondo voi quale scelgo?
Il travelgum perche’ devo seguire 2 bambini per ben 15 ore di viaggio piu’ lo scalo e tutto il resto.

Vi anticipo che ho passato 15 ore di volo colorata di verde, mezza morta nei sedili e senza nemmeno la forza di alzarmi, era meglio la bomba!!!
Facciamo che adesso vi racconto che a Londra, dove abbiamo fatto scalo, ci hanno fermato subito, ma non perche’ io fossi verde o Raffaele sembrasse un galeotto, ma perche’ avevo portato giusto qualche medicina italiana, x qualche intendo un trolley pieno zipillo!
Avevo chiesto info e mi era stato detto che potevo portare solo se c’era la prescrizione del dottore, hanno aperto la valigia e le pasticche a momenti volano fuori, era stata chiusa sedendomici sopra, hanno spalancato gli occhi e mi hanno guardata, avevo addosso anche gli occhi di Raffa che diceva “non stiamo andando nel terzo mondo, avranno le medicine in USA” io pero’ non mi fidavo ed ho preferito fare qualche scorta:

3 bottiglie dello sciroppo del mio omeopata (Romano Mazza, usatelo e’ fenomenale)

2 bottiglie di tachipirina (manco se la bevissimo ai pasti!)

2 confezioni di Moment

1 tubetto di Valeriana (x Raffa!!!) et. etc.

avevo tutte le prescrizioni (devo fare un altarino alla Dott.ssa Scioscia).

Fino al giorno della partenza non avevo voluto spiccicare nemmeno una parola di inglese, quando ho dovuto iniziare?

Mentre avevo Gabry in braccio perche’ ci avevano imbarcato il passeggino nella stiva e non a bordo (!?) mentre Gaia mi tirava i pantaloni perche’ erano le 15 e non avevamo ancora pranzato e mentre Raffa, coperto dalle sei valigie del bagaglio a mano cercava di arrivare, con i pantaloni quasi calati (termine sezzese per dire che c’aveva i pantaloni quasi alle caviglie) perche’ s’era dovuto togliere la cintola per passare al metal-detector.
Ho deciso che avrei preso la situazione in mano… “I need all of this, I feel bad, my babies are seek” non avrei mai e poi mai rinunciato alla mia scorta di pastiglie per la gola alle erbe, ne’ tanto meno alle perette alla glicerina per Gabry, che e’ preciso come un orologio, ma non si sa mai!

Mi viene un’idea geniale – aho, mo glie do tutte e carte che m’ha fatto a dottoressa così vediamo che ce capisce! – e  gli porgo gentilmente circa 10 prescrizioni mediche, lui alza lo sguardo verso di me, mi guarda e … ne chiama un’altro: IL SUPERVISOR.

Wow ho scatenato l’ira di tutti gli omini dell’aeroporto, confabulano tra di loro a bassa voce e poi il verdetto: “May you have to put this medicins into an another baggage that will be boarded”, sgrano gli occhi verso Raffale e mi traduce “dobbiamo imbarcare tutto!” fammi capire: posso portarmi tutto?!

Evviva avrò con me tutti i miei preziosi unguenti, pozioni, infusi, manco fossi una santona guaritrice!

Posso accettare il compromesso, c’è un problema: le pappe di Gabriele, non posso metterle nella stiva, mi servono, faccio un profondo respiro, alzo gli occhi e lo guardo “I need this and this and this and this and this..” in pratica gli stavo indicando tutti i vasetti di pappe pronte e merende, mi guarda e dice “Can you taste?” diavolacci, devo assaggiare tutto, vabbè ancora una volta, devo aprire tutto e poi richiudere, ma aspetta un po’, come faccio ad assaggiare? No, no, noooo devo leccare i colli di tutti i vasetti di omogeneizzato?!?!? Non ci credo, ma siamo mica agenti segreti, cosa diavolo posso mettere nei vasetti di omogeneizzato?

Raffa capisce la situazione, si tira su le maniche della camicia, “affila” la lingua ed inizia con il pollo, segue il formaggino, la pera, la mela, lo yogurt ed infine le verdure .

Di che colore era Raffaele? Vi giuro che, dopo averci vissuto in England, non me ne ero innamorata, adesso la odiavo proprio.

Comunque ce l’abbiamo fatta, bagagli passati, controlli fatti, adesso dovevamo solo mangiare, abbiamo cercato un posticino all’interno anche perchè avevamo solo mezz’ora e miracolo abbiamo trovato un piccolo ristoro italiano, o almeno c’era scritto così, mi avvicino e vedo che di italiano non c’è proprio nulla, forse i prezzi, esattamente come quelli dell’Autogrill, ESAGERATI!

In pratica m’è andato di traverso prima ancora di averlo mangiato. Da buona italiana ci bevo un the caldo, ma quando s’è visto un panino accompagnato da un the in Italia? Vi giuro che non si poteva mangiare altro!

Arriva finalmente il momento di salire sull’aereo, dovranno passare 10 ore prima di rimettere piede sulla terra ferma, giuro che se arrivo sana e salva bacio il suolo come il Papa.

Avrei da raccontarvi dell’aereo, di come era bella la nostra hostess, tanto bella quanto aschera (in sezzese significa acida), di quanta gente ci fosse, delle tv ad ogni seggiolino, delle bevande, del cibo, delle toilette e chi più ne ha più ne metta, ma vi racconterò solo di come sono stata male!!!

Non avendo comprato una medicina anestetizzante o soporifera ho passato 10 ore come un cadavere, non ho visto nemmeno un film, non ho sentito musica, ho tenuto quasi sempre gli occhi chiusi cercando di concentrarmi per non dover usare quei famosissimi sacchetti bianchi che ci sono a disposizione nella tasca di fronte al tuo sedile!

Posso però dire che i bimbi sono stati molto bravi, Gaia ha guardato i film in programmazione per i bimbi e Gabriele ha allietato mezzo aereo con i suoi acuti, ogni tanto ha piagnucolato, ma il resto del tempo ha dormito, mangiato o chiaccherato.

Quindi in 10 ore abbiamo solo “adottato” un nonnino americano, s’è avvicinato per farci i complimenti per Gabriele, la moglie lo aveva mandato a vedere il bimbo seduto in prima fila e lui non si è potuto trattenere dal dircelo. Ci ha raccontato un po’ di cose e ci ha chiesto come mai fossimo sull’aereo, è stato gentile, o almeno credo, per quello che ho capito d’inglese!!!

“ifjofh ewohd ofhfhsih nhsfkjsd wefohef dfhdf odfo fofnknclju pipcdnvapewfdnvcls fdjldrof cd SEATTLE lkjfsdfj dlfjdr faòdfjf fafjòoaoù” questo è quello che ha detto il capitano, “Raffffaè ca detto?” “tra qualche minuto atterriamo”,  Aaalleluia Aalleluiaa Alleeluuia

Ed eccoci qui, in questa terra tanto sognata da tanti, tanto immaginata da tutti con tante cose da vedere per tutti e tante cose da fare per tanti, con tanto di tutto e troppo per tanti…

Come faccio a dirvi che non sapevo cosa fare? Mi prenderete per scema, penserete: questa è nella terra delle occasioni e sta li’ ferma come una brocca?!?

Beh, è complicato farvi capire la sensazione che ho provato quando, mettendo piede a terra, ho realizzato: sono in Ammmerica.

Ho guardato la mia famiglia e mi sono venuti gli occhi lucidi, che decisione abbiamo preso, che cambiamento, che avventura, chissà cosa ci aspetta dietro quella porta…

… to be continued

Kisses, the Author

Un nuovo inizio…

Grazie   grazie    grazie

Sto ringraziando la mia “mente”, mi fa i complimenti per essere riuscita ad aprire un blog (solo dopo 4 tentativi!!!), ma voglio ringraziare anche tutti coloro che mi hanno spinta a farlo, grazie dell’incoraggiamento.

Un bacio a R, G, V, D, M, T, L, A, M, N, P, E, M, A, I, S e poi pure a C, H, E, S, T, A, I, A, F, A?

La vostra comica/scrittrice plefelita.

Eva Belli